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Personaggi - Donatella Brevini

 

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Nota introduttiva del Webmaster:

Devo ammettere che è stato difficile, ma alla fine ce l’abbiam fatta! Si, perché da tempo avevamo riservato spazio a questa pagina  (credo vi fosse anche nella primissima pubblicazione del sito) ma da altrettanto tempo vi campeggiava l’immagine animata dell’omino che è alle prese con i “lavori in corso”. Le altre volte ricevere materiale dalla Dona, in seguito ad una mia richiesta o allo svolgersi di un evento, era stata cosa praticamente immediata: aprivo il giorno dopo la posta e sapevo, ancor prima di scaricarle, che tra quelle mail in arrivo avrei certamente trovato la sua. Oggi infatti, soprattutto in questo genere di lavori, l’uso degli strumenti di rete è molto più frequente del vecchio e caro telefono, così è questo il modo in cui praticamente ci si passa materiale e comunicazioni. Alla mia richiesta di inviarmi un “curriculum” dettagliato delle sue gesta, però, non erano finora mai seguite risposte precise: magari mi arrivava altro materiale o complimenti (da lei sempre numerosi quanto apprezzati) sul lavoro svolto… Capii dunque che questo era il modo in cui la Dona intendeva sviare il discorso da un argomento che un po’ la imbarazzava. Ammetto che parlare di sé non è la cosa più naturale al mondo ed ho spesso riscontrato che difficilmente ricade in questo intoppo chi di sé non ha molto da dire o di sé è abituato a propaganda inutile. Non essendo questo il suo caso, decisi di provare per altre vie, convinto che, più che il sottoscritto, ovvero il primo a dotarsi di una pagina del genere per il proprio vizio di prolissità verbale, lei fosse una delle persone che più meritavano di essere conosciute anche “dietro le quinte” della vita pubblica, rimuginando altresì che nei suoi discorsi spesso era mancato il pronome “Io” a vantaggio dell’attenzione data alle imprese altrui o a quelle condotte con questi. La mia riflessione fu la constatazione, nonché ulteriore insegnamento morale, che la modestia è una delle principali doti delle persone giuste e di grande levatura. Mi dette maggior ragione di quest’intento l’ampia collezione di trofei a suo nome e oggetti svariati, provenienti da questa o quella gara o manifestazione, che ritrovavo custoditi a casa sua in una delle occasioni di riunione del “Gruppo fuoristradistico” e di cui non avevo mai osato chiedere. In queste occasioni di ritrovo, che lei ben sapeva accompagnare con un’arte culinaria che difficilmente nasconde le sue origini nella “terra dei sapori”, spesso restavo a fissarli, meditando che la vita passata di colei che è solo alcuni anni più grande di me aveva molto più da raccontare di quanto io non conoscessi del suo passato recente. Così, aiutato “dal Grossi”, che conoscendola molto meglio di me ha saputo smuovere questa sua iniziale ritrosia, siamo riusciti a carpire le informazioni che ci accingiamo a pubblicare, convinti fortemente che mai riusciremo a presentare Donatella “così com’è”, ma solo a dare un’idea che ella è la tipica persona che merita davvero di essere conosciuta.

Dunque (sarò perdonato, spero, per le ampie riflessioni che poc’anzi ho citato) ma ora siamo quantomeno fieri di presentarvi la Donatella, ovvero LadyRange!

Nasce a Scandiano (RE) nel febbraio  1958:

la madre non ricorda se l’ha partorita o se l’ha trovata sotto un carburatore; nel 1962 chiede di essere adottata perché,  a seguito di un incidente stradale, il padre distrugge la Alfa Romeo Giulietta sprint  rossa che lei credeva essere la sua culla: a parte gli scherzi, il rombo dei motori la appassiona fin da piccola.

A 18 anni, la prima “cosa” che guida con il foglio rosa, è un’ Honda 750 four, prestata da un amico ed a 20 riesce a comperare la prima moto: scorrazza su una Honda 400 s.s., provocando le maldicenze di tutto il vicinato.

A 24 anni entra finalmente nel mondo sportivo come copilota di rally, ma è un’esperienza che dura solo un paio di anni perché il padre decide che la famiglia ha bisogno di un furgone ed effettua l’incauto acquisto di una Fiat Campagnola AR 78: da allora il furgone trasportò solo il fango dalle colline reggiane a casa Brevini, con comprensibili arrabbiature di mamma  e papà Brevini.        Dalle gite domenicali con il gruppo di amici alle prime gare, il passo fu breve e  la povera Campagnola subì la metamorfosi che da furgone la trasformò ad auto “cattiva” (ma il fango lo portava a casa lo stesso!).

Alcune delle manifestazioni più conosciute alle quali ha partecipato sono: l’ultima edizione della “transappenninica”, le “24 ore nel Frignano”; negli ultimi anni,  la “Pazin Off Road” in cui, con il compagno-pilota, è arrivata 1° nel 1997, 1998 e 2° nel 2000…. Ma nel frattempo la fida Campagnola, passando per un Dahiatsu Rocky, si era trasformata in Range Rover.. e da qui il soprannome di Ladyrange.

Nei primi anni 90, per una fortuita serie di coincidenze, conosce Giancarlo Ponti, Presidente del neonato Coordinamento Nazionale Automobilistico UISP e inizia a pubblicizzare questa alternativa allo strapotere della F.I.F./CSAI. Grazie a questo lavoro, alla disponibilità umana e sportiva, il settore 4x4 della UISP può contare su circa 70 club affiliati che organizzano gare e/o raduni ed a un migliaio di tesserati che vi partecipano.

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